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Olandese Volante

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L'Olandese Volante, 1896, di Albert Pinkham Ryder

Secondo il folclore nordeuropeo, l'Olandese Volante sarebbe un vascello fantasma che solca i mari in eterno senza una meta precisa e a cui un destino avverso impedirebbe di tornare a terra. Il vascello verrebbe spesso avvistato da lontano, avvolto nella nebbia o emanante una luce spettrale. I marinai della nave sarebbero fantasmi che tentano a volte di comunicare con le persone sulla terraferma.

Indice

  • 1 Origini
  • 2 Possibile spiegazione scientifica
  • 3 Influenza culturale
  • 4 Note
  • 5 Voci correlate
  • 6 Altri progetti
  • 7 Collegamenti esterni

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Un'illustrazione contemporanea ispirata alla leggenda dell'Olandese Volante

L'origine di questa immagine folcloristica non è chiara: secondo alcuni è olandese, mentre altri la ritengono generata dalla pièce melodrammatica The Flying Dutchman (1826) dell'inglese Edward Fitzball e dal romanzo The Phantom Ship (1837) di Frederick Marryat, adattato successivamente ad una storia olandese intitolata Het Vliegend Schip (La nave volante) dal prete olandese A.H.C. Römer. Tuttavia, va detto che il primo resoconto su questa leggenda si trova in un libro del 1795, Voyage to Botany Bay, di George Barrington, il quale parla della credenza folcloristica come di una superstizione molto diffusa tra i marinai del suo tempo.

La storia è stata in seguito reinterpretata e resa celebre in tutta Europa da Richard Wagner, con l'opera L'olandese volante (1841), e dallo scrittore Washington Irving con The Flying Dutchman on Tappan Sea (1855). Inoltre l'Olandese Volante veniva già citato brevemente nel decimo capitolo del romanzo Storia di Arthur Gordon Pym di Edgar Allan Poe, pubblicato nel 1838.

Secondo alcune fonti, il modello per il capitano della nave fantasma fu il capitano olandese Bernard Fokke, che nel XVII secolo faceva spola tra i Paesi Bassi e l'isola di Giava (in Indonesia) a una velocità così sorprendente da essere sospettato di aver fatto un patto con il diavolo. Il capitano è nominato Falkenburg nella versione olandese della storia, Vanderdecken nella versione di Marryat e Ramhout van Dam in quella di Irving. Non è certo se l'appellativo "olandese volante" si riferisca alla nave o al suo capitano.

Varie versioni descrivono la causa di questo destino avverso, la maledizione. Secondo una di queste storie, il capitano avrebbe giurato, nel mezzo di una tempesta, di voler comunque superare il Capo di Buona Speranza, anche navigando in eterno se necessario. Altre parlano di un crimine orribile commesso a bordo, o di marinai infettati dalla peste e quindi esclusi dall'attracco in qualsiasi porto; in ogni caso, il vascello è destinato a navigare in eterno.

Secondo un'altra fonte[1], la nave sarebbe partita da Amsterdam nel 1729 (nel 1680 o nella prima metà del Seicento in altri testi) con a bordo un carico diretto a Giava per conto della compagnia delle Indie. Il capitano, tale Willem Van der Decken, aveva la fama di esser temerario e risoluto al punto tale di non indietreggiare di fronte ad alcuna avversità. Avvicinandosi al Capo di Buona Speranza una grande tempesta colpì la nave, altissime onde colpirono il vascello, con venti intensi e lampi accecanti. In sogno, Van der Decken udì una voce che lo implorava di invertire la rotta, ma l'avido capitano aveva imbarcato anche della merce di sua proprietà che contava di vendere lucrandoci un'ingente somma nelle Indie Olandesi. Van der Decken imprecò e invocò il Diavolo facendo con lui la promessa che, se fosse riuscito a passare il Capo, avrebbe potuto prendere la sua anima nel giorno del giudizio. La nave si spezzò in due tronconi e fece naufragio.

L'intero equipaggio perì assieme al suo capitano, ma la morte rifiutò l'anima di Van der Decken che, solo, si mise al timone del relitto del vascello avvolto in una spettrale e funerea bruma. Alcuni testimoni giurano di aver visto lo spettro del capitano intento a giocare a dadi col diavolo in persona sul ponte del veliero. Alternativamente, si narra che l'intero equipaggio venne rifiutato dalla morte: da quel momento in avanti, essi furono condannati a errare per i mari in eterno sulla loro nave fantasma: il capitano era l'unico in carne e ossa (sospeso tra la vita e la morte sino al Giorno del Giudizio) mentre l'intero equipaggio era composto da spettri.

La versione più comune narra che, in una notte di tempesta, il capitano dell'Olandese Volante commise un atto blasfemo insultando Dio e sfidandolo ad affondare la nave. Per questo sacrilegio, il Signore tramutò lui e tutto il suo equipaggio in fantasmi e lo condannò a navigare in eterno senza mai poter tornare a casa.

Nella versione di Marryat[2], solamente il figlio avrebbe potuto rompere l'incantesimo qualora fosse riuscito a salire a bordo del vascello portando al padre una reliquia da adorare, consistente in un frammento della croce di Cristo.

Alcuni hanno notato delle somiglianze con la storia dell'Ebreo errante, appartenente al folclore cristiano.

Una leggenda simile a quella dell'Olandese Volante fa parte della tradizione dell'isola cilena di Chiloé: ne è protagonista il Caleuche, una nave fantasma che naviga la notte nei dintorni dell'isola. Altro fantasma dei mari del Sud è "Ladylips", un fantasma apportatore di malasorte che appare nel Pacifico, privo della mascella inferiore, generalmente in un'area compresa tra lo Stretto di Magellano, Capo Horn ed il Canale di Beagle. Si manifesta solo durante violenti temporali, solo, al timone del suo veliero, il "Ville de Paris" (vascello realmente esistito ed andato perduto nel 1783) ed in luoghi inaccessibili ad un essere vivente. È riconoscibile, oltre che per la mascella mancante, anche per il volto bianchissimo, cadaverico, e per il caratteristico odore di pesce morto che sembra accompagnarlo.

Da non confondersi con un'altra storia della mitologia nel poema La ballata del vecchio marinaio (Rime of the Ancient Mariner) di Samuel Taylor Coleridge.

Possibile spiegazione scientifica[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della leggenda di una nave fantasma che solca i mari potrebbe essere dovuta ad un fenomeno di illusione ottica. È possibile infatti che essa si riferisca alla rifrazione dei raggi solari dovuta alla diversa temperatura dell'aria che, in prossimità del pelo d'acqua, è più fredda rispetto a quella sovrastante (la stessa cosa accade, ma all'inverso, nelle giornate estive su strade asfaltate o luoghi caldi e assolati): si tratta di un miraggio spesso citato anche con il nome di fata morgana. In queste condizioni un oggetto posto al di là dell'orizzonte può comunque essere visibile, in quanto la rifrazione dovuta all'inversione del gradiente termico fa incurvare verso il basso la traiettoria dei raggi luminosi provenienti da oltre l'orizzonte: in questo modo si vedrebbe infatti la nave fantasma, ossia il riflesso di una nave reale, posta al di là dell'orizzonte di osservazione.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi sono i riferimenti alla storia nella cultura moderna. Tra questi troviamo:

  • Nella letteratura:
    • La vera storia dell'olandese volante (2002) e Un viaggio senza fine (2004) di Brian Jacques
    • Patagonia Express di Luis Sepúlveda
    • Mannen i båten dello scrittore svedese contemporaneo P.O. Enquist, in cui l'olandese volante è la figura centrale
    • Boccalone di Enrico Palandri (1979)
    • Flaming London (Londra tra le fiamme) dello scrittore statunitense Joe R. Lansdale (2006)
    • Il Meraviglioso Mondo degli Snerg di E.A. Wyke-Smith (1927), in cui l'olandese volante è riuscito ad attraccare a terra nel mondo degli Snerg.
  • In numerosi brani musicali:
    • L'olandese volante (Der fliegende Holländer) opera di Richard Wagner
    • Flying Dutchman dei Jethro Tull nell'album Stormwatch
    • Rockin' Chair di The Band
    • Marinaio di vent'anni dei Nomadi
    • Flying Dutchman di Tori Amos nell'album Spirit in the Sky
    • Edge of the World di Fairport Convention
    • The Flying Dutchman dei Von Thronstahl
    • The Flying Dutchman dei Guillaume & the Coutu Dumonts
    • Antenòr di Francesco Guccini riferimento al "batavo maledetto"
    • Death Came Trough A Phantom Ship dei Carach Angren
    • L'olandese volante di Teresa De Sio nell'album Sindarella suite
  • Federico l'Olandese Volante è lo pseudonimo del noto Disc jockey Friedrick Van Stegeren.
  • Nei fumetti:
    • Paperino e la leggenda dello Scozzese Volante (1957) di Romano Scarpa
    • Zio Paperone e il vascello fantasma (1959) di Carl Barks
    • Paperino e il vascello Fantasma (1978)
    • È apparso la prima volta nei fumetti della Marvel Comics in Silver Surfer (Vol. 1) n. 8 (settembre 1969), la cui prima edizione italiana è stata pubblicata nell'albo L'incredibile Devil n. 24 (25 marzo 1971, Editoriale Corno)
      • Nella legione dei non-vivi è un gruppo supercriminali dell'Universo Marvel, è stata pubblicata nel n. 140 della collana Thor e I Vendicatori dell'Editoriale Corno (24 agosto 1976).
  • Nei manga:
    • One Piece: L'Olandese Volante fa la sua prima comparsa nel capitolo 606, capitanata da Vander Decken IX.
  • Il celebre quadro The Flying Dutchman di Albert Ryder
  • La compagnia aerea KLM usa "The Flying Dutchman" come slogan.
  • Negli anni cinquanta del XX secolo è stata costruita un'imbarcazione chiamata Flying Dutchman.
  • Nei film:
    • Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma, Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo e Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar, l'Olandese volante è la nave fantasma di Davy Jones, il signore dei mari, e successivamente del suo successore Will Turner.
    • Nel 1951 è stato girato il film Pandora (Pandora and the Flying Dutchman) con Ava Gardner e James Mason, regia di Albert Lewin. Il film è una rivisitazione, in chiave fantastica, della leggenda dell'Olandese Volante, l'uomo condannato, per un atto di tracotanza contro Dio, a non morire mai e a vagare per i mari fino al giorno del giudizio o fino a quando non avrebbe incontrato una donna disposta ad amarlo fino a sacrificarsi per lui.
  • Nella televisione:
    • Nei Simpson il ristorante del capitano McAllister si chiama "Frying Dutchman" in riferimento alla nave e all'insegna che "sfrigola".
    • Nell'episodio 13 intitolato Route 666 della prima stagione del telefilm Supernatural, i fratelli Winchester fanno riferimento all'Olandese Volante.
    • È uno dei protagonisti del cartone animato Spongebob Squarepants.
  • Nello sport:
    • L'Olandese volante è uno dei soprannomi di Marco van Basten e di Robin van Persie
    • Dall'Olandese Volante prende nome la squadra veneta di calcio a 5 "Gli Olandesi Volanti/The Flying Dutchmen"
  • Videogiochi:
    • Nel gioco La Maledizione di Monkey Island viene citata insieme ad un Gallese Volante.
    • Nel gioco Alone In The Dark 1 viene citata numerose volte nel proseguire della storia.
    • Nel gioco Alone In The Dark 2 il protagonista si trova ad esplorare la nave per cercare di salvare una bambina rapita.
    • Nel gioco Alone In The Dark 3 viene citata nuovamente nel proseguire della storia.
    • Nel gioco Age of Empires, attraverso un trucco si può avere nella propria flotta, la nave dell'Olandese Volante, capace di navigare anche sulle terre oltre che nelle acque dello scenario.
    • Nel gioco Age of Pirates 2 è al centro di una lunga missione secondaria, che infine porta alla cattura o all'affondamento della nave fantasma.
    • Nel videogioco Pirati dei Caraibi per PSP il suo veliero può essere utilizzato come vascello per un limitato periodo.
    • Nel videogioco terraria compare come boss durante l'invasione dei pirati
  • Nell'arte:
    • Osvaldo Licini, Olandese volante color viola, 1940-1945, Olio su tela, 21,5 × 26 cm[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Olandese Volante-Il Mistero Della Nave Fantasma Di Hendrik Vanderdecker
  2. ^ Rif. Bibl.: Marryat, Il Vascello Fantasma, Milano, E.Savallo editrice, 1871
  3. ^ Osvaldo Licini, Olandese volante color viola

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

  • L'olandese volante (opera)
  • Davy Jones (leggenda)
  • Caleuche
  • Viaggio immaginario

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Sulla storia e i siti dell'Olandese volante, su vanhunks.com.
Controllo di autorità GND: (DE) 4149127-0
Estratto da "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Olandese_Volante&oldid=88850055"

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giovedì 28 marzo 2013

La vera storia della Sirenetta - Andersen

Nelle profondità degli oceani vivevano esseri metà umani e metà pesci: le sirene.
Dotate di una voce melodiosa, a volte risalivano alla superficie del mare per cantare, addolcendo così l'agonia dei marinai naufragati.
Abitavano in palazzi meravigliosamente decorati di conchiglie multicolori e di madreperle che i raggi del sole, smorzati, facevano risplendere. Intorno si estendevano vasti giardini di alghe brune e verdi. Le prime ondulavano come sciarpe di seta gonfiate da una brezza leggera, le seconde, finemente cesellate, davano riparo ai pesci dalle forme straordinarie e dai colori forti, che volteggiavano graziosamente in compagnia di meduse trasparenti.
Nel più grande e più bello di questi palazzi marini regnava il re del mare.
Già vecchio, era un padre soddisfatto di sei bellissime principesse. Egli aveva affidato la loro educazione alla regina madre, che aveva una grande coscienza del suo rango; infatti, inculcò con rigore alle principesse le belle maniere, l'arte di ricevere e tutte quelle cose che facevano di loro delle ragazze sapienti e perfette.
Erano tutte bellissime, ma la più giovane era di uno splendore particolare che la distingueva dalle sorelle. I suoi lunghi capelli biondi e soffici, la sua bocca rossa, il suo colore delicato e i suoi occhi chiarissimi le conferivano un fascino incomparabile. Tutto in lei era perfetto... Ahimè! da qualche tempo però la tristezza offuscava spesso il suo volto delicato, dandole un'aria depressa e assente.
Aveva sempre più desiderio di ritirarsi nel giardino segreto, giardino che aveva ogni principessa, perché le piaceva sognare ad occhi aperti, lontana dagli occhi delle sorelle; ma ora ci passava lunghe ore immersa nei suoi pensieri. Qual'era la ragione di questo cambiamento d'umore, lei che prima era così amabile?
Qualche giorno prima aveva trovato un busto in alabastro di un giovane uomo, probabilmente caduto in mare durante il naufragio di una nave. Era sempre stata attratta dai racconti della nonna sulla vita terrestre; come tutte le sirene il giorno del quindicesimo compleanno, sua nonna era emersa dalle profondità dell'oceano e aveva scoperto il mondo sconosciuto degli uomini.
In seguito, aveva fatto frequenti incursioni sulle spiagge di diversi litorali e aveva conservato un ricordo indimenticabile delle sue esperienze. La passione che metteva nel raccontare le sue storie fu trasmessa alla giovane sirenetta. Avida di particolari, l'assillava di domande; voleva conoscere tutto della vita di chi, sulla terra, con due gambe, si muoveva facilmente così come lei danzava nell'acqua…
Purtroppo, ancora alcuni anni le mancavano prima che lei compisse i suoi quindici anni...
Un giorno la maggiore delle sue sorelle compì i tanto attesi quindici anni. Dopo aver avuto innumerevoli raccomandazioni di prudenza dalla nonna preoccupata, partì verso la superficie, guardata con invidia dalla sorella minore. Al ritorno, raccontò con entusiasmo la sua esperienza e, certamente, la sua più avida ascoltatrice fu la sirenetta più giovane. L'anno seguente, fu il turno della seconda figlia del re: partita nella direzione opposta conobbe altri paesaggi, altri popoli, che descrisse alla sorella addirittura abbagliata. La terza principessa fra quelle che ricevettero il permesso, si recò in una baia, risalì poi un fiume circondato da castelli, colline e foreste. La quarta preferì restare al largo a contemplare le navi che facevano rotta verso il continente. Il compleanno della quinta fu in inverno ed ebbe il privilegio di ammirare la neve e il ghiaccio, che nessuna sirena aveva mai visto fino ad allora. Infine, il giorno tanto atteso e nello stesso tempo tanto temuto, arrivò. La piccola sirena compì quindici anni. Appena ebbe il permesso di partire, nuotò vigorosamente e andò verso il cielo che intravedeva sopra la sua testa. Tra gli spruzzi di mille goccioline, uscì sulla superficie del mare e contemplò, soggiogata, il sole che calava fiammeggiante all'orizzonte. I minuti passarono meravigliosi.
Lentamente, il giorno si oscurò e arrivò la notte, ma la piccola sirena riuscì a scorgere, lasciandosi dondolare dolcemente, una magnifica caravella con molte vele.
C'era una festa a bordo e l'alberatura era tutta addobbata con centinaia di lampade che illuminavano tutta la nave. Sul ponte riccamente parato c'era l'eroe della serata, un principe giovane e bello...
Affascinata dallo spettacolo fiabesco, la sirenetta fissava estasiata il giovane che si distingueva dagli altri per la sua prestanza fisica e la sua eleganza. Improvvisamente si alzò il vento, le onde divennero più violente e si infransero contro la nave. I lampi saettavano nel cielo oscurato dalle nuvole e la tempesta scoppiò spaventosamente.
I marinai, sorpresi dalla rapidità e dalla forza dello scatenarsi degli elementi, non ebbero il tempo di abbassare le vele: gonfiate al massimo, trasportarono la nave come una pagliuzza. Spinta dal vento, sballottata dalle onde giganti, la nave non resistette molto tempo. Lo scafo si ruppe, le strutture sradicate caddero nell' acqua e in mezzo alle grida dei naufraghi, la nave tu inghiottita dalle onde mugghianti.
Fu così che un'incredibile speranza attraversò la mente della sirenetta che assisteva impotente a quel dramma: il principe la stava raggiungendo nel regno del mare!
Poi si ricordò che gli uomini annegavano se non potevano respirare l'aria, per loro indispensabile. Con il rischio di essere ferita dai rottami della nave, si precipitò in soccorso del principe un attimo prima che fosse inghiottito dalle onde. Gli sorresse la testa fuori dall'acqua e poi, lottando con tutte le sue forze, cercò di arrivare a riva.
Dopo molti sforzi, esausta, giunse sulla spiaggia con il suo carico esanime. Al mattino la tempesta si era calmata e nel cielo senza nuvole, il sole cominciò a salire verso lo zenit.
Il mare era calmo e tutti i resti della nave erano scomparsi. Si sarebbe potuto credere che non fosse successo niente. Soltanto la presenza del principe ricordava i tragici avvenimenti della notte.
La sirenetta pensò che la vita era più tranquilla nel regno profondo del mare; fugacemente, rimpianse la sua vita comoda, ma la vista del giovane la riportò alla realtà.
Con gli occhi chiusi sembrava dormisse e poté osservarlo per lungo tempo: assomigliava stranamente al busto di alabastro che ornava il suo giardino... furtivamente, gli diede un bacio sulla fronte.
E se fosse morto? Disperata, non sapeva che fare per salvare colui che amava già con tutto il cuore. Si sentì inutile, la sua coda di pesce le impediva tutti i movimenti sulla terra ferma. Coraggiosamente, incominciò a tirare il corpo inerte verso un luogo ben in evidenza, alla vista di eventuali passanti.
Poi, andò a sedersi dietro una roccia, non potendo fare altro per il principe. Quasi subito, una ragazza che passeggiava sulla spiaggia, approfittando del dolce sole mattutino, vide il principe. Chiamò aiuto e il giovane ebbe finalmente soccorsi.
Riscaldato, confortato, riprese i sensi e il primo volto che vide fu quello della giovane ragazza.
Ben rassicurata sulla sorte di chi aveva toccato il suo cuore per sempre, la piccola sirena si immerse nel mare e ritornò nel suo regno. Non raccontò nulla del suo soggiorno in superficie e il suo silenzio preoccupò il re,
la nonna e le sue sorelle. Da quel giorno passò le giornate nel suo piccolo giardino contemplando la statua, sosia del principe. Molte volte andò sulla spiaggia dove aveva lasciato il principe, sperando di rivederlo ma invano... le stagioni passarono.
La malinconia della piccola principessa aumentava ogni giorno di più e il suo sconforto si intensificava. Sua nonna ebbe pena di lei e, dopo molte esitazioni, si decise a rivelare alla ragazza l'esistenza e i grandi poteri della strega che abitava sul fondo dei mari:
- Se sei felice solo quando sei sulla terra, vai a trovarla, lei ti aiuterà ma...
Senza aspettare un attimo di più, la piccola sirena riunì tutte le sue forze e nuotò verso l'antro della maga.
Coraggiosamente, riuscì a resistere all'attacco delle murene che volevano morderla e ignorò le ferite causate dai coralli che laceravano il suo corpo. Superando la paura, continuò, malgrado gli ostacoli che le sbarravano il cammino e finalmente giunse davanti all'orribile donna che, avvisata del suo arrivo, l'aspettava. Una puzza pestilenziale usciva da un pentolone il cui contenuto stava bollendo.
- So quello che desideri, - sogghignò la donna spaventosa, - sei molto audace! Voglio esaudirti, ma come contropartita, dovrai fare grandi sacrifici: in cambio delle gambe, voglio la tua voce, resterai per sempre muta... non ridiventerai mai più una sirena e se non saprai guadagnarti l'amore dell'uomo che ti ha ammaliata, se egli amerà un'altra donna, morrai... Poi aggiunse con un' aria terribile: ad ogni passo, avrai dolori, i tuoi piedi sanguineranno ma tu dovrai sorridere, nascondere il tuo tormento... Sei ancora decisa?-
- La mia decisione è irremovibile. Voglio realizzarla a qualunque costo!-
Nauseata, inghiottì la bevanda dall'odore fetido che la strega le diede.
Con atroci sofferenze, la coda di pesce si trasformò in due gambe affusolate.
La piccola sirena non riuscì a trattenere un grido di' dolore. Ad ogni passo gli occhi le si riempivano di lacrime; faticosamente si diresse verso la spiaggia. Le sue nuove gambe erano più un intralcio che un aiuto e, esausta, svenne sulla sabbia.
Quando si svegliò, il suo sguardo incrocio... quello del principe!
Anche il principe veniva regolarmente sulla spiaggia: era alla ricerca di una ragazza che aveva conquistato il suo cuore, con uno sguardo che aveva incrociato il suo al risveglio dopo il naufragio... E così scoprì la sirenetta.
Soggiogato dal suo fascino e dalla sua bellezza, la presentò ai suoi genitori, a corte e diventò la regina dei balli e dei ricevimenti dati in suo onore.
La sirenetta soffriva atrocemente, ma sorrideva radiosa. Appena restava sola, furtivamente bagnava i piedi sanguinanti nel mare fresco e riposante.
Una grande tristezza la tormentava notte e giorno: il principe l'amava, ma come una sorella, un'amica... essendo muta, si confidava molto con lei, sicuro che avrebbe mantenuto il segreto.
Il principe pensava che le lacrime che brillavano negli occhi della ragazza, fossero lacrime di compassione e le era riconoscente. Se avesse potuto immaginare... Il principe cominciò a disperare di poter ritrovare la ragazza da cui lui credeva fosse stato salvato, quando ricevette un invito dal re di un paese vicino.
Fu con grande sorpresa e gioia che riconobbe nella figlia del re la sua salvatrice!
Anche la giovane principessa si era innamorata dello sconosciuto della spiaggia e il loro ritrovarsi fu meraviglioso.
Fu subito stabilito il matrimonio, che si celebrò dopo qualche giorno con grande sfarzo.
Il ballo degli sposi si svolse su una nave riccamente decorata e illuminata.
La piccola sirena si sforzò molto per essere gaia e gentile. Le sue gambe la sostenevano a malapena, ma lei danzò tutta la notte, la sua ultima notte... il principe aveva sposato un'altra e la piccola sirena doveva ritornare nel mare dove sarebbe affogata, essendo ormai una ragazza terrena. Ciò a lei non importava; come poteva vivere senza amore?
Sulla spiaggia, prima di entrare tra i flutti che sarebbero diventati la sua bara, intravide le sue sorelle:
- Vieni, - le gridarono, - abbiamo venduto le nostre lunghe chiome alla strega in cambio della tua vita. Ma ad un'altra condizione: prima dello spuntare del sole, il sangue del principe dovrà bagnare le tue gambe che si ritrasformeranno in una coda di pesce... sbrigati, stai morendo... - arrivavano queste parole dal mare...
Spaventata... uccidere colui che amava ancora!
I brividi la percorsero… la morte cominciava la sua opera.
Poi il suo corpo divenne leggero, aereo, e la sirenetta si ritrovò nel regno dell'aria dove le figlie del vento, per compassione l'avevano portata.
Ormai, la piccola sirena infelice vivrà nel cielo eternamente perché lassù la morte non esiste.
Dall'immensità dei cieli, veglierà e proteggerà la giovane coppia principesca, testimone della felicità che non aveva potuto avere.


Pubblicato da Tata Lea a 16:46 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: ariel, bambini, disney, favole andersen, favole per bambini, http://mondodellefavole.blogfree.net/, la vera storia della sirenetta, news

La storia di Barbablù - C. Perrault

C'era una volta un uomo che aveva case bellissime in città e in campagna, vasellame d'oro e d'argento, suppellettili ricamate e berline tutte d'oro; ma, per sua disgrazia, quest'uomo aveva la barba blu e ciò lo rendeva così brutto e spaventoso che non c'era ragazza o maritata la quale, vedendolo, non fuggisse per la paura.
Una sua vicina, dama molto distinta, aveva due figliole belle come il sole. Egli ne chiese una in matrimonio, lasciando alla madre la scelta di quella che avesse voluto dargli. Ma nessuna delle due ne voleva sapere, e se lo rimandavano l'una all'altra, non potendo risolversi a sposare un uomo il quale avesse la barba blu. Un'altra cosa poi a loro non andava proprio a genio: era ch'egli aveva già sposato parecchie donne, e nessuno sapeva che fine avessero fatto.
Barbablù, per far meglio conoscenza, le condusse, insieme alla madre, a tre o quattro delle loro migliori amiche, e ad alcuni giovanotti del vicinato, in una delle sue ville in campagna, ove rimasero per otto giorni interi. Non si fecero che passeggiate, partite di caccia e di pesca, balli, festini e merende: non si dormiva neppure più, perché si passava tutta la notte a farsi degli scherzi l'uno con l'altro; insomma, tutto andò così bene che la minore delle due sorelle cominciò a trovare che il padron di casa non aveva più la barba tanto blu, ed era in fondo una gran brava persona. Non appena furono tornati in città, il matrimonio fu concluso.
In capo a un mese, Barbablù disse a sua moglie ch'egli era costretto ad intraprendere un viaggio, di almeno sei settimane, per un affare assai importante; la pregava di stare allegra durante la sua assenza: invitasse pure le sue amiche più care, le portasse in campagna, se voleva; insomma, pensasse sempre a passarsela bene.
«Ecco qui», le disse, «le chiavi delle due grandi guardarobe; ecco quelle del vasellame d'oro e d'argento che non si adopera tutti i giorni; ecco quelle delle mie casseforti dove tengo tutto il mio denaro, quelle delle cassette dove sono i gioielli, ed ecco infine la chiave comune che serve ad aprire ogni appartamento. Quanto a questa chiavetta qui, è quella che apre lo stanzino in fondo al grande corridoio a pianterreno; aprite pure tutto, andate pure dappertutto, ma quanto allo stanzino, vi proibisco di mettervi piede, e ve lo proibisco in modo tale che, non sia mai vi entraste, dalla mia collera vi potete aspettare ogni cosa!»
Lei promette d'ubbidire scrupolosamente agli ordini avuti e lui dopo averla abbracciata, sale in carrozza e parte per il suo viaggio.
Le vicine e le amiche del cuore non aspettarono che le si mandasse a chiamare per venire a trovare la sposina, tant'erano impazienti di vedere tutte le ricchezze della casa di lei, e non avendo osato di venirvi quando c'era il marito, sempre per via di quella barba blu che tanto le spaventava. Eccole subito a correre per tutte le sale, una più bella e ricca dell'altra. Salirono poi alle guardarobe dove non avevano occhi abbastanza per ammirare la quantità e la bellezza degli arazzi, dei letti, dei divani, degli stipi, dei tavolinetti, delle tavole grandi e degli specchi, dove ci si poteva specchiare dalla punta dei piedi fino ai capelli e le cui cornici, alcune di cristallo, altre d'argento o d'argento dorato, erano le più ricche e splendide che mai si fossero vedute. Non la finivano più di portare alle stelle e invidiare la fortuna della loro amica, ma questa non provava alcun piacere nel vedere tutte quelle ricchezze, perché non vedeva l'ora d'andare ad aprire lo stanzino a pianterreno.
La curiosità la spinse a un punto che, senza considerare quanto fosse sconveniente di lasciare lì, su due piedi, le amiche, ella vi andò, scendendo per una scaletta segreta e con una precipitazione tale che, due o tre volte, fu lì lì per rompersi l'osso del collo. Giunta dinanzi alla porta dello stanzino, esitò un momento prima d'entrarci, pensando alla proibizione del marito e considerando che la propria disubbidienza avrebbe potuto attirarle qualche guaio; ma la tentazione era così forte che non poté vincerla; prese la chiavetta e aperse con mano tremante la porta dello stanzino.
Dapprincipio ella non vide nulla, perché le finestre erano chiuse; ma a poco a poco cominciò ad accorgersi che il pavimento era tutto coperto di sangue rappreso, nel quale si rispecchiavano i corpi di parecchie donne morte e appese lungo le pareti. (Erano tutte le donne che Barbablù aveva sposato e che aveva sgozzato una dopo l'altra). Per poco non morì dalla paura, e la chiave dello stanzino, che ella aveva ritirato dalla serratura, le cadde di mano. Dopo essersi un tantino riavuta, raccolse la chiave, richiuse la porta e salì nella sua camera per riflettere un poco, ma non le riusciva tant'era la sua agitazione.
Essendosi accorta che la chiave dello stanzino era macchiata di sangue, la ripulì due o tre volte, ma il sangue non se ne andava via; allora la lavò e perfino la strofinò con la rena e col gesso: il sangue era sempre lì, perché la chiave era fatata, e non c'era mezzo di pulirla perbene: se si levava il sangue da una parte, rispuntava dall'altra.
La sera stessa Barbablù tornò dal suo viaggio; disse che per strada aveva ricevuto una lettera, dove gli si diceva che l'affare per il quale era partito, era stato già concluso in modo vantaggioso per lui. La moglie fece tutto il possibile per dimostrargli ch'ella era felice del suo pronto ritorno.
Il dì seguente egli le chiese le chiavi, lei le consegnò, ma con una mano così tremante che lui indovinò senza fatica tutto l'accaduto.
«Come mai», le chiese, «la chiavetta dello stanzino non si trova qui, insieme alle altre?»
«Forse», lei rispose, «l'ho lasciata in camera, sul mio tavolino.»
«Non tardate a restituirmela», disse Barbablù.
Dopo qualche inutile indugio, non si poté far a meno di portare la chiave. Barbablù, dopo averla ben guardata, disse alla moglie:
«Come mai c'è del sangue su questa chiave?».
«Non ne so nulla», rispose la poverina, più pallida della morte.
«Non ne sapete nulla?», replicò Barbablù, «ma io lo so benissimo! Siete voluta entrare nello stanzino! Ebbene, signora, adesso vi tornerete e prenderete posto accanto a quelle dame che avete visto lì dentro.»
Ella si gettò ai piedi del marito piangendo e chiedendogli perdono, con tutti i segni d'un sincero pentimento per la sua disubbidienza. Bella e addolorata com'era, avrebbe intenerito un macigno; ma Barbablù aveva il cuore più duro d'un macigno.
«Bisogna morire, signora», le disse, «e senza indugi.»
«Dato che devo morire», ella rispose guardandolo con gli occhi pieni di lagrime, «datemi almeno un po' di tempo per raccomandarmi a Dio.»
«Vi accordo un mezzo quarto d'ora», rispose Barbablù, «ma non un minuto di più.»
Rimasta sola, ella chiamò sua sorella e le disse: «Anna», era questo il suo nome, «Anna, sorella mia, sali, ti prego, sali in cima alla torre per vedere se i nostri fratelli, per caso, non stiano arrivando; mi avevano promesso di venire a trovarmi quest'oggi, e se li vedi, fa' loro segno di affrettarsi».
La sorella Anna salì in cima alla torre e la povera infelice le gridava di quando in quando: «Anna, sorella mia, vedi arrivare nessuno?».
E la sorella Anna le rispondeva: «Vedo soltanto il sole che dardeggia e l'erba che verdeggia».
Intanto Barbablù, brandendo un coltellaccio, gridava a sua moglie, con quanto fiato aveva in corpo: «Scendi giù subito, o salgo su io!».
«Ancora un momentino, per piacere», gli rispose la moglie; e, subito dopo, riprese con voce soffocata:
«Anna, sorella mia, vedi arrivare nessuno?». E la sorella Anna rispondeva: «Vedo soltanto il sole che dardeggia e l'erba che verdeggia».
«Scendi giù subito», gridava Barbablù, «o salgo su io!»
«Adesso vengo», rispondeva la moglie; e poi gridava: «Anna, sorella mia, vedi arrivare nessuno?».
«Vedo...», rispondeva la sorella Anna, «vedo un gran polverone che viene da questa parte.»
«Sono i nostri fratelli?»
«Ahimè no! sorella mia! È soltanto un branco di pecore!»
«Insomma, vuoi scendere o no?», sbraitava Barbablù.
«Ancora un momento!», rispondeva la moglie; e poi gridava:
«Anna, sorella mia, vedi arrivare nessuno?».
«Vedo...», rispose la sorella, «vedo due cavalieri che vengono da questa parte, ma sono ancora molto lontani... Dio sia lodato!», esclamò un attimo dopo, «sono proprio i nostri fratelli! Faccio loro tutti i segni che posso, perché si sbrighino a venire.»
Barbablù si mise a gridare così forte da far tremare la casa. La povera donna scese giù da lui e, tutta piangente e scarmigliata, andò a gettarsi ai suoi piedi.
«Inutile far tante storie!», disse Barbablù, «dovete morire!» Poi, afferrandola con una mano per i capelli, e con l'altra brandendo in aria il coltellaccio, si accinse a tagliarle la testa. La povera donna, volgendosi verso di lui e guardandolo con lo sguardo annebbiato, lo pregò di concederle un ultimo istante per potersi raccogliere.
«No», lui disse, «e raccomandati a Dio!» Poi, alzando il braccio...
A questo punto, bussarono così forte alla porta di casa che Barbablù si fermò interdetto. Fu aperto, e subito si videro entrare due cavalieri che, sguainando la spada, si gettarono su Barbablù.
Lui riconobbe ch'erano i fratelli di sua moglie, uno dragone, l'altro moschettiere, e allora si diede a fuggire per mettersi in salvo; ma i due fratelli gli corsero dietro così lesti che lo acciuffarono prima ancora che avesse potuto raggiungere la scala. Lo passarono da parte a parte con le loro spade e lo lasciarono morto. La povera donna era anche lei quasi morta come il marito e non aveva la forza di alzarsi per abbracciare i suoi fratelli.
Si scoperse che Barbablù non aveva eredi; così la moglie diventò padrona d'ogni suo avere. Ne adoperò una parte a maritare la sorella Anna con un giovane cavaliere che l'amava da molto tempo; un'altra parte a comperare il grado di capitano ai fratelli; e il rimanente, a maritarsi con un galantuomo che le fece dimenticare i brutti giorni che aveva passati con Barbablù.

Pubblicato da Tata Lea a 16:32 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: bambini, barbablù, favole, favole per bambini, http://mondodellefavole.blogfree.net/, news, perrault

Vinci: VIOLETTA L'EVENTO

 Grande concorso: Fan di Violetta. Credi di sapere tutto della tua serie preferita? Mettiti alla prova! Rispondi alle domande e preparati ad un evento indimenticabile! VINCI I BIGLIETTI PER: VIOLETTA L'EVENTO. il 18 e 19 maggio al cinema.
Potrai ballare, cantare le canzoni pià famose, sfidare i tuoi amici ad un quiz unico e vedere in anteprima assoluta il primo episodio della nuova stagione. Che aspetti allora? Partecipa al concorso cliccando sul link:
http://concorsidisney.it/fan-di-violetta/login.aspx

Pubblicato da Tata Lea a 16:17 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: 18-19 maggio al cinema, cinema 2013, concorso disney, disney, fan di violetta, news, vinci i biglietti, violetta l'evento al cinema

Emma Watson NON sarà Cenerentola

Lo scorso mese era trapelata la notizia che Emma Watson sarebbe potuta essere la nuova Cenerentola. Questa sarebbe stata la seconda principessa Disney ad essere interpretata dalla bella Watson, dal momento che l’attrice è coinvolta anche nel progetto di Guillermo Del Toro su La Bella e la Bestia.
E così ben due principesse sono sembrate troppe persino ad una strega provetta, tanto da indurre Emma a non accettare il ruolo di Cenerentola. A dare la notizia è il giornalista di Variety Marc Graser via Twitter: “Emma Watson ha deciso di non essere nella Cenerentola della Disney. Arriveranno dettagli“.
In attesa di queste spiegazioni vi ricordiamo che la shortlist per interpretare la bella Cenerentola è composta da Saoirse Ronan (Hanna), Gabriella Wilde (The Three Musketeers) e Alicia Vikander (A Royal Affair). La matrigna sarà invece Cate Blanchett mentre alla regia si conferma Kenneth Branagh.

Disney Passion Pubblicato da Tata Lea a 16:06 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: cenerentola, cinema 2014, disney, disney passion forum, emma watson, http://disneypassion.forumcommunity.net/, news

CHOC, CARNE NON IDENTIFICATA IN ALCUNI CIBI. 'NON UMANA, FORSE DI CANE'

Un programma della Bbc ha denunciato uno scandalo, che potrebbe oscurare quello della carne di cavallo spacciata per manzo. Gli autori di 'The Horsemeat Banquet' hanno sottoposto ad analisi una serie di popolari cibi da asporto, trovando ingredienti di tutti i tipi, fra cui una carne 'non identificata'. Nel programma si specifica che per lo meno non si tratta di carne umana ma potrebbe trattarsi di cane. Non è l'unica inquietante scoperta fatta dalla Bbc: alcuni hamburger di manzo in realtà di bovino contenevano solo sangue, mentre una porzione di manzo alla cinese aveva al suo interno sangue di pollo e frattaglie non meglio identificate. «Questa scoperta è a dir poco terrificante - ha detto Surinder Phull, nutrizionista del programma - non è possibile mangiare carne di cui non si conosce l'origine e che potrebbe anche contenere pericolosi batteri».



http://www.iovivoaroma.it/ Pubblicato da Tata Lea a 13:26 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: bbc, carne cavallo spacciata per manzo, carne di cane, carne non identificata, cronaca, horsemeat banquet, news

mercoledì 27 marzo 2013

Sarah Jessica Parker mamma a tempo pieno

Dopo “Capodanno a New York” Sarah Jessica Parker si è presa una pausa dal lavoro per dedicarsi alla famiglia e fare la mamma a tempo pieno.
In effetti non c’è giorno in cui l’attrice non venga fotografata con i suoi figli e in particolare con le gemelline Marion e Tabitha.
Eccola a New York durante una passeggiata con una tata (o un’amica?) e le due bimbe, nate del 2009 grazie ad una madre surrogato.



Leggi l'originale: http://www.thegossipers.com/gossip/sarah-jessica-parker#ixzz2OjpMScIK Pubblicato da Tata Lea a 12:21 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: carrie bradshaw, gossip, news, sarah jessica parker, sex and the city

L'anello: promessa d'amore

Fin dal tempo dell’antica Roma l’anello era il pegno d’amore che il fidanzato donava alla propria amata. Allora esso non era di nobile metallo, nondimeno era portatore di quella promessa che suggellava un impegno per la vita: il matrimonio.
L’anello viene portato all’anulare sinistro poiché già nell’antica liturgia cattolica il celebrante delle nozze, dopo aver toccao le prime tre dita della mano sinistra, diceva: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo…” e arrivava al quarto dito: l’anulare.
Inoltre la tradizione romantica tramanda fino ai giorni nostri che l’anello si indossa all’anulare sinistro perché proprio da lì passa la vena che arriva al cuore.
La storia ci informa che la tradizione dell’anello di fidanzamento fu importata dall’Egitto, questa come tante altre è arrivata a noi attraverso il Mar Mediterraneo, contenitore e veicolo di storie e di leggende.
Fino al 1400 raramente l’anello fu di oro, più spesso era di un qualsiasi metallo, ma da allora in poi chi poteva impreziosire il semplice cerchietto d’oro lo arricchiva di una luminosissima gemma: il diamante, che irradiò col suo splendore la mano delle giovani promesse e divenne l’anello di fidanzamento così come si intende ai giorni nostri.
Il diamante è il segno della perseveranza e sottolinea l’unione duratura negli anni. L’anello di fidanzamento più classico è il solitario, ossia un unico diamante incastonato preferibilmente in oro bianco o in platino affinché la gemma sostenuta da questi nobili metalli si possa manifestare in tutto il suo splendore. Non è importante la grandezza della gemma ma la sua qualità, può essere di venti punti, di trenta, di cinquanta punti, si può parlare di uno o più carati, ciò che è estremamente importante è il colore: il diamante deve essere una gemma bianca, cioè volgendosi alla luce naturale essa non deve avere riflessi gialli. Il taglio della gemma deve rasentare la perfezione: tutte le sfaccettature devono avere delle proporzioni tali da avvicinarsi al taglio di diamante perfetto.
L’anello di fidanzamento ai giorni nostri viene regalato dal fidanzato in qualsiasi momento della storia d’amore, ma un tempo non era così. La mia Sicilia, ad esmpio, tramanda racconti che oggi farebbero sorridere: quando non erano le famiglie a scegliere il futuro consorte, il fidanzato, dopo un lungo corteggiamento, incaricava una persona di fiducia, uno zio o un parente autorevole, che recandosi dalla famiglia della ragazza metteva la così detta “buona parola” per il fidanzamento in casa. Se i genitori della ragazza si dimostravano disponibili allora il fidanzato si recava a casa della futura sposa con la propria famiglia al seguito e con l’anello di fidanzamento. Questo poteva essere acquistato o poteva essere un gioiello di famiglia tramandato da generazioni.
La tradizione del fidanzamento “in casa” si è evoluta anche in Sicilia, oggi la coppia dei fidanzati decide in piena autonomia, mentre la tradizione dell’anello di fidanzamento continua a conservare le sue caratteristiche e il suo valore.
Oltre che un solitario l’anello può incastonare anche una pietra colorata, un rubino, uno smeraldo o uno zaffiro contornato da diamanti che ne esaltano la bellezza. L’anello può essere anche una vera che incastona tanti diamanti che si rincorrono l’un l’altro.
Mi sono soffermata sulla denominazione “diamante” perché questa non specifica la forma, bensì la pietra naturale così come si estrae dalla miniera. La forma quadrata del diamante prende il nome di carré, la forma rettangolare prende il nome di baguette, la forma tonda prende il nome di brillante e ciò perché tutte le sue sfaccettature fanno sì che la luce entrando in ognuna di loro ne fuoriesca facendo brillare in modo unico la gemma.
Se la gemma è bianca, pulita (cioè senza imperfezioni all’interno che disturbino il movimento della luce), e se ha anche un buon taglio, anche un piccolo diamante, purchè regalato con sentimento, può diventare il più prezioso degli anelli.
Quando desiderate acquistare una gemma, recatevi da un negoziante di fiducia, perché  la garanzia non basta a dimostrare nel tempo la qualità.




lenozzemagazine.it Pubblicato da Tata Lea a 12:00 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: amore, anello di fidanzamento, anello promessa d'amore, anello solitario, coppie, fidanzamento in casa, matrimonio, news, solitario

Su quale dito mettere l'anello di fidanzamento?

Per molti uomini l’anello di fidanzamento è la prima vera spesa della vita indirizzata esclusivamente ad un’altra persona. Una sconosciuta che presto, si spera, diverrà la propria moglie.
Specialmente nelle culture occidentali, un anello di fidanzamento è un anello, spesso solitario, che indica che la persona che lo indossa è fidanzata ufficialmente. In Inghilterra e Nord America gli anelli di fidanzamento sono per tradizione indossati solo da donne mentre in altre culture, come la nostra, può capitare che anche gli uomini indossino anelli di corrispondenza.
La tradizione vuole che l'anello sia presentato dall’uomo alla donna come un regalo di fidanzamento alla sua futura sposa, mentre lui propone di sposarla oppure dopo che lei accetta la sua proposta di matrimonio. Rappresenta pertanto un accordo formale di matrimonio futuro. Gli anelli possono essere acquistati da parte dell'uomo, dalla coppia o da ciascun partner per l'altro.
Ma in quale mano e su quale dito si indossa l’anello di fidanzamento? In Italia, generalmente si indossa sulla mano sinistra al dito anulare poiché si dice che dall’anulare passi una piccola arteria, la vena amoris, la quale attraversando il braccio si dirige al cuore.
Prima di accettare di sposarsi, una coppia può scegliere di comprare e indossare anelli di pre-fidanzamento, chiamati anche anelli di promessa. Dopo il matrimonio, la coppia può indossare sia gli anelli di fidanzamento e fedi nuziali, o semplicemente le fedi nuziali.
Prima del 20 ° secolo erano comuni altri tipi di regali di fidanzamento come ad esempio ditali per cucire. (anch’io sto pensando la vostra stessa cosa!Era meglio prima!) Gli anelli di fidanzamento non sono diventati uno standard in Occidente sino alla fine del 19° secolo e, gli anelli con diamanti, non divennero comuni sino al 1930. Oggi l'80% delle donne ritengono che solo un anello con un diamante solitario possa significare un impegno di fidanzamento serio.
Come per tutti i tipi di gioiello, il prezzo per un anello di fidanzamento può variare notevolmente a seconda dei materiali utilizzati, il design, il valore di ogni pietra preziosa, il venditore ed il numero degli intermediari. L'idea che un uomo dovesse spendere due o tre mesi del proprio stipendio per un anello di fidanzamento è stata una trovata di marketing di De Beers nel 20esimo secolo, nel tentativo di aumentare la vendita di diamanti.
Il prezzo delle pietre preziose dipende dal tipo e dalla qualità della gemma. I diamanti hanno una descrizione standardizzata che è valutata in base al loro peso in carati, colore, purezza e taglio. Altre gemme, come zaffiri, rubini, moissanite e smeraldi, hanno sistemi di valutazione differenti e, generalmente, possono essere scelti per onorare una tradizione di famiglia, per usare cimeli di famiglia, per essere unici, per soddisfare le preferenze di stile della persona o per gestire i costi.
La morale è che oggi un anello di fidanzamento con diamante, anche un anello solitario, è l'unico gioiello che rispecchi l'aspettativa di una donna in merito al fidanzamento.       http://www.anellosolitario.net/      E voi carissimi lettori, che cosa pensate dell'anello di fidanzamento? Siete tradizionalisti, quindi volete il diamante? Oppure vi accontetereste anche di meno? Aspetto i vostri commenti!!! Pubblicato da Tata Lea a 11:49 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: amore, anello di fidanzamento, anello solitario, coppia, coppie, diamante, dito anulare per anello di fidanzamento, matrimonio, news, tiffany

martedì 26 marzo 2013

Balotelli: «Fanny e quella bambina che spero sia mia»

A Limido Comasco sanno già tutti dove vive il campione del Milan e della Nazionale. Basta seguire il rombo della sua Ferrari 458 Italia lungo le strade di campagna per arrivare dritto alla sua casa. Ma per la prima volta, solo per Vanity Fair, Mario Balotelli apre le porte della sua villa con parco, laghetto e piscina olimpionica interna e si fa ritrarre dal celebre fotografo Fabrizio Ferri insieme alla nuova fidanzata Fanny Robert Neguesha. Super Mario a Milano ha fatto la gioia dei tifosi rossoneri – sette gol in sei gare – ma anche dei paparazzi, che non gli danno tregua. E soprattutto, su di lui pesa il rapporto con la ex Raffaella Fico. Il 5 dicembre Raffaella ha avuto una figlia, Pia, la cui paternità attribuisce a Mario, e che lui però non ha ancora riconosciuto. Una storia complessa che finirà in tribunale, e che lei racconta a puntatea giornali e Tv. Da quando la bambina è nata, Balotelli non l’ha mai vista. In compenso ha mantenuto la promessa di non parlarne in pubblico. Fino a questa intervista esclusiva su Vanity Fair in edicola da mercoledì 27 marzo.
Mario, è innamorato?

«Sì, ma non sono bravo a raccontarlo. Mi frega la timidezza».
Che cosa le piace di Fanny?
«È una ragazza decisa, sicura, generosa. In poco tempo, ha trovato una sintonia con me. Potrei passare anche tutta la vita con una così».
Dopo appena sei mesi: non le sembra presto?
«Grazie a Fanny ho ritrovato l’equilibrio che serve al mio lavoro. Lei mette al primo posto il nostro rapporto, non ci sono nervosismi e distrazioni prima delle partite. Non è facile stare con me».
Perché?
«Devi quasi rinunciare a una vita privata, sei costantemente esposto al pubblico. Zero Facebook, zero Twitter: qualunque cosa dici, rischia di ripercuotersi negativamente».
Dove vi siete conosciuti?

«A Bruxelles. Un amico mi aveva detto: è la ragazza giusta per te. Ma viveva a Bruxelles, appunto. Ho provato un approccio a distanza da Manchester: telefonate, messaggi. Non funzionava».
E che cosa ha fatto?
«Ho preso un jet privato e sono andato a trovarla».
Racconti il primo appuntamento. «Siamo andati a fumare il narghilé e abbiamo terminato la giornata nella hall del mio albergo, a chiacchierare. Lei si è presentata con un’amica, e anch’io sono arrivato accompagnato. In quattro è stato più facile rompere il ghiaccio».
Ha dimenticato Raffaella Fico?
«Non parlo di una persona che non mi interessa più. Non faccio parte del suo mondo, il mondo dello spettacolo, e quando dovrò discutere qualcosa con lei lo farò in privato».
Però ha una bambina che giura essere figlia sua. E lei non l’ha né vista né riconosciuta. Ci pensa?
«Certo che penso alla bambina. Con la storia personale che ho avuto io (Mario, figlio di immigrati ghanesi, era un bambino con gravi problemi di salute quando è stato affidato ai Balotelli, bresciani, che poi l’hanno adottato, ndr), crede che la lascerei mai senza un padre? Se fino a oggi è accaduto, non è per colpa mia. Non sono una cattiva persona. Semmai, a volte, sono stato scioccamente troppo buono».
Ma che idea si è fatto: è sua figlia?

«Vorrei conoscerla, e spero tanto che sia mia figlia. Non ho nessuna intenzione di scappare, anzi sarei davvero felice se fosse sangue del mio sangue. Però chiedo rispetto per una storia che non è facile come può sembrare: ci sono questioni legali delicate che vanno affrontate con serietà, per il bene di tutti, e non nelle interviste».



http://www.vanityfair.it/ Pubblicato da Tata Lea a 15:38 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: gossip, intervista mario balotelli, mario balotelli, mario balotelli e fanny, milan, news, pia balotelli, raffaella fico, super mario, vanity fair

Laura Pausini: prime uscite da neo-mamma


La cantante a Roma con la piccola Paola
Un mese e mezzo dopo la nascita della primogenita Paola, Laura Pausini si è concessa una libera uscita a Roma con la sua bambina e la madre.
Il trio ha passeggiato sotto il sole primaverile per dirigersi poi in zona Trastevere, dove la cantante è salita su un taxi con in braccio la piccola Paola.
La pop star emiliana, oltre che ricoprire di premure la sua prima figlia, è molto attenta che l'immagine pubblica della neonata non sia intaccata: "Voglio provare a tenere la riservatezza per la mia piccola Paola. Almeno per ora e spero di non essere costretta, come spesso accade dopo che ti ritrovi i paparazzi nascosti nei cespugli di casa tua, a dover fare un servizio posato. Io sono la causa della nostra vita sotto i riflettori e io ho la responsabilità di proteggerla da tutto. Non succede nulla se esce una foto, lo so i problemi della vita non sono questi, ma lasciatemi provare a tenerla fuori”, scriveva la Pausini sulla sua pagina Facebook lo scorso otto marzo.

gossip.it.msn.com Pubblicato da Tata Lea a 12:01 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: gossip, laura pausini, laura pausini a roma con la piccola paola, laura pausini e figlia paola, news

Delitto Mez, processo da rifare

Annullata l'assoluzione: Amanda e Raffaele saranno processati di nuovo


Amanda Knox e Raffaele Sollecito saranno processati di nuovo.
La I sezione Penale della Cassazione ha infatti accolto il ricorso della Procura generale di Perugia contro l'assoluzione in Appello dei due studenti implicati nell'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia nella notte tra l'1 e il 2 novembre 2007.
La Cassazione ha anche deciso che il nuovo processo d'appello si svolgerà a Firenze. Le prime parole di Amanda: "Sono delusa, continuano a non credermi"


http://notizie.it.msn.com/

Pubblicato da Tata Lea a 11:54 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: amanda e raffaele saranno processati di nuovo, amanda knox, annullata assoluzione, cronaca nera, meredith kercher, news, raffaele sollecito

lunedì 25 marzo 2013

Smalto gratis con Kiko Makeup Milano

1.000.000 di fan. Grazie a tutti voi.

Per festeggiare, KIKO vi regala uno smalto Nail Lacquer nel colore che desiderate.

Entrando nella sezione “1 MILLION FANS, 1 MILLION GIFTS” potrete ottenere il Coupon da presentare in negozio, o da ut ilizzare online, per ricevere lo smalto omaggio.

Cliccate sul link seguente, per scoprire tutti i dettagli e scaricare subito il Coupon: 
https://www.facebook.com/KIKO.MAKEUP.MILANO/app_306545816128386

Questo è quello che trovate sulla pagina ufficiale di Kiko cosmetics.
Cliccando il link precedente potrete scaricare un coupon che vi permetterà di ricevere in omaggio uno smalto dal valore di 3,90€.
Ovviamente vi suggerisco di leggere con attenzione il regolamento.

REGOLAMENTO Istruzioni generali per l’adesione all’attività denominata “1 MILLION FANS, 1 MILLION GIFTS” promossa da KIKO SRL, con socio unico, sede legale in Bergamo, via Guido e Giorgio Paglia 1/D, iscritta al Registro delle Imprese di Bergamo al nr. 12132110151, P.IVA nr. 02817030162, capitale sociale 100.000 i.v. Il presente documento espone e presenta le istruzioni generali per l’adesione all’attività denominata “1 MILLION FANS, 1 MILLION GIFTS” promossa da KIKO SRL. Il presente documento è disponibile al seguente indirizzo: http://www.fbappdev.com/kikoform/regolamento.html, nonché presso la sede legale di KIKO SRL. Si invitano tutti gli utenti che volessero partecipare all’iniziativa promossa da KIKO SRL a leggere con attenzione il presente documento. DESCRIZIONE DELL’ATTIVITÁ “1 MILLION FANS, 1 MILLION GIFTS” In occasione del raggiungimento del traguardo di un milione di fan sulla fan page Facebook italiana di KIKO Make Up Milano (KIKO Cosmetics Italia: https://www.facebook.com/KIKO.MAKEUP.MILANO), KIKO Srl (di seguito “KIKO”) ha deciso di ringraziare i fan della propria fan page italiana omaggiandoli con uno speciale prodotto in regalo.
Il prodotto in regalo è uno smalto della collezione “Nail Lacquer” (di seguito “Nail Lacquer”) del valore commerciale di 3,90 € (prezzo base non soggetto a promozioni), nella referenza colore desiderata tra quelle disponibili al momento del ritiro.
Ogni utente iscritto a Facebook e fan della fan page Facebook italiana di KIKO potrà partecipare all’iniziativa “1 MILLION FANS, 1 MILLION GIFTS” promossa da KIKO.
Ciascun fan, infatti, potrà ricevere gratuitamente uno smalto Nail Lacquer del valore commerciale di 3,90 € (prezzo base non soggetto a promozioni), nella referenza colore desiderata tra quelle disponibili al momento del ritiro con le seguenti modalità:
i) tramite store online di KIKO sul sito italiano (http://www.kikocosmetics.com/eshop/it) e seguendo le istruzioni di seguito riportate
OPPURE
ii) recandosi in uno degli store “KIKO Make Up Milano” di KIKO SRL presenti sul territorio italiano (fatta esclusione per il punto vendita “KIKO Make Up Milano” sito in Livigno - SO), il cui elenco aggiornato con relativi indirizzi è consultabile al seguente link: http://www.kikocosmetics.com/eshop/it/trova-negozio .
COME RITIRARE LO SMALTO NAIL LACQUER IN OMAGGIO PRESSO I PUNTI VENDITA KIKO Per ritirare lo smalto Nail Lacquer oggetto della presente iniziativa presso uno dei punti vendita KIKO presenti sul territorio italiano (fatta esclusione per il punto vendita “KIKO Make Up Milano sito in Livigno - SO) (la lista completa dei negozi è consultabile attraverso questo link: http://www.kikocosmetics.com/eshop/it/trova-negozio), l’utente dovrà recarsi alla cassa del punto vendita KIKO e mostrare al personale KIKO il Coupon KIKO (in formato cartaceo o via smartphone) precedentemente scaricato attraverso l’applicazione “1 MILLION FANS, 1 MILLION GIFTS” ospitata sulla fan page Facebook italiana di KIKO a questo link: http://www.facebook.com/KIKO.MAKEUP.MILANO/app_306545816128386
Sul Coupon KIKO è riportato un codice a barre univoco che, al momento della presentazione alla cassa, verrà caricato nei database KIKO dal personale di vendita per una procedura di controllo al termine della quale, ad esito positivo, consentirà all’utente di ritirare gratuitamente uno smalto Nail Lacquer del valore commerciale di 3,90 € (prezzo base non soggetto a promozioni), nella referenza colore desiderata tra quelle disponibili al momento del ritiro.
Per ritirare lo smalto Nail Lacquer in omaggio con la presente iniziativa presso i punti vendita KIKO, è dunque unicamente richiesto di munirsi dell’apposito Coupon KIKO secondo le istruzioni di cui sopra e non è necessario effettuare nessun genere di acquisto.
COME RITIRARE LO SMALTO NAIL LACQUER IN OMAGGIO PERSSO LO STORE ONLINE ITALIANO DI KIKO Per ricevere lo smalto Nail Lacquer oggetto della presente iniziativa tramite lo store online italiano di KIKO ( www.kikocosmetics.com/eshop/it), l’utente dovrà scaricare l’apposito Coupon KIKO attraverso l’applicazione “1 MILLION FANS, 1 MILLION GIFTS” ospitata sulla fan page Facebook italiana di KIKO a questo link: http://www.facebook.com/KIKO.MAKEUP.MILANO/app_306545816128386.
Sul Coupon KIKO è riportato un codice alfanumerico che consentirà all’utente, secondo le istruzioni e ai termini di seguito riportati, di ritirare lo smalto Nail Lacquers in omaggio nello store online italiano.
Il ritiro dello smalto Nail Lacquers in omaggio tramite lo store online italiano di KIKO, è condizionato all’effettuazione, da parte dell’utente, di un un ordine di acquisto del valore minimo di 20 € sul sito italiano di KIKO www.kikocosmetics.com/eshop/it (al netto dello sconto di 3,90 € dello smalto Nail Lacquer in omaggio e delle spese di spedizione).
Si ricorda che lo store online italiano di KIKO (www.kikocosmetics.com/eshop/it) effettua spedizioni unicamente sul territorio italiano.
L’utente dovrà aggiungere lo smalto Nail Lacquer del valore commerciale di 3,90 € (prezzo base non soggetto a promozioni) - nella referenza colore desiderata tra quelle disponibili al momento dell’ordine - direttamente nel carrello, insieme agli altri prodotti dell’ordine.
Al momento della conclusione dell’ordine e dopo l’aggiunta nel carrello dello smalto Nail Lacquer desiderato, verrà chiesto all’utente di inserire nell’apposita sezione “inserisci il codice promozionale” il
codice alfanumerico riportato sul Coupon KIKO scaricato tramite l’applicazione “1 MILLION FANS, 1
MILLION GIFTS”.
L’iniziativa è cumulabile con le offerte già presenti nello store online ma non è cumulabile con eventuali altri buoni sconto KIKO.
In questo modo l’importo di 3,90 € (prezzo base non soggetto a promozioni) relativo allo smalto Nail Lacquer prescelto verrà sottratto dal totale dell’ordine a titolo di sconto e tale prodotto risulterà dunque inserito in maniera gratuita nell’ordine complessivo.
COME SCARICARE IL COUPON KIKO ATTRAVERSO L’APPLICAZIONE “1 MILLION FANS, 1 MILLION GIFTS” L’applicazione per scaricare il Coupon KIKO relativo alla presente iniziativa è accessibile solo ed esclusivamente a coloro che sono fan della fan page Facebook italiana di KIKO.

Tutti gli utenti che non sono fan della KIKO Cosmetics fan page potranno usufruire di questa iniziativa a seguito di adesione alla fan page Facebook italiana di KIKO, adesione effettuabile cliccando semplicemente sul bottone “mi piace” presente nella fan page medesima. La fan page Facebook italiana di KIKO è accessibile a questo link: https://www.facebook.com/KIKO.MAKEUP.MILANO.
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- Decidere se ritirare l’omaggio presso lo store online italiano di KIKO oppure presso uno dei negozi KIKO presenti in Italia (fatta esclusione per il punto vendita “KIKO Make Up Milano” sito in Livigno – SO), cliccando sul relativo bottone. Il Coupon KIKO potrà essere subito stampato cliccando sul bottone “stampa”. Verrà inoltre inviata automaticamente una email, all’indirizzo di posta elettronica indicato dall’utente nel form iniziale, contenente un link diretto al Coupon KIKO scaricato dall’utente precedentemente tramite l’applicazione.
CONDIZIONI PER RICEVERE LO SMALTO OMAGGIO NAIL LACQUER DEL VALORE COMMERCIALE DI 3,90 € (prezzo base non soggetto a promozioni) Per poter usufruire dell’iniziativa descritta, è necessario:
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Ogni coupon sarà valido per il ritiro di un solo smalto Nail Lacquer.
Si precisa, a tal proposito, che l’utente non potrà scaricare sia il Coupon KIKO valido per lo store online, sia quello valido per i punti vendita KIKO ma solo ed esclusivamente un Coupon nell’opzione preferita tra il ritiro presso un punto vendita KIKO ovvero tramite store online italiano di KIKO.
Una volta completata la procedura per scaricare il Coupon KIKO per il ritiro dello smalto Nail Lacquer presso il punto vendita KIKO o per il ritiro tramite store online italiano di KIKO, non sarà possibile modificare la scelta.
Ogni utente potrà ritirare un solo smalto omaggio Nail Lacquer del valore commerciale di 3,90 € (prezzo base non soggetto a promozioni) o recandosi in uno dei punti vendita KIKO presenti sul territorio italiano (fatta esclusione per il punto vendita “KIKO Make Up Milano” sito in Livigno – SO) ovvero tramite store online italiano di KIKO – soggetto all’esecuzione di un acquisto minimo di 20 Euro (al netto dell’importo di sconto di 3,90 € dello smalto Nail Lacquer in omaggio e delle spese di spedizione).
DURATA ATTIVITÁ L’attività avrà inizio il 14-03-2013 e terminerà il 14-04-2013.
Gli utenti potranno dunque scaricare il Coupon KIKO tramite l’applicazione e ritirare lo smalto omaggio Nail Lacquer del valore commerciale 3,90 € (prezzo base non soggetto a promozioni), nella referenza colore desiderata tra quelle disponibili al momento del ritiro, tramite store online italiano di KIKO ovvero recandosi in uno dei punti vendita KIKO presenti in Italia (fatta esclusione per il punto vendita “KIKO Make Up Milano” sito in Livigno – SO) esclusivamente dal 14-03-2013 al 14-04-2013 quale ringraziamento speciale di KIKO per il raggiungimento del traguardo del milione di fan sulla fan page Facebook italiana di KIKO.
ELENCO REFERENZE SMALTO “NAIL LACQUER” OGGETTO DELLA PRESENTE INIZIATIVA E TRA LE QUALI SCEGLIERE IL PROPRIO COLORE PREFERITO TRA QUELLI DISPONIBILI AL MOMENTO DEL RITIRO.

*Il seguente regolamento è presente sulla pagina ufficiale di facebook di kiko*


Buona scelta del colore. Pubblicato da Tata Lea a 13:38 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: 1 MILLION FANS, 1 MILLION GIFTS, bellezza, donna, kiko cosmetics, kiko makeup milano, news, smalto, smalto gratis kiko, smalto nail lacquer

giovedì 21 marzo 2013

Come rinnovare il rapporto di coppia

Quando una relazione dura da molti anni è normale che inizi ad assumere una piega alquanto prevedibile: routine, abitudine, regole interposte e sempre rispettate possono infatti far perdere un pizzico di brio al rapporto di coppia.
Impariamo a rinnovare il rapporto e a ricominciare a viverlo sotto nuovi presupposti.
Non stiamo parlando di crisi...
Voler dare una nuova energia alla coppia non significa vivere un momento di crisi e di incertezza: tutti i rapporti possono trovare una stabilità che talvolta toglie la freschezza dei primi anni e dei primi momenti insieme. E' fisiologico e naturale, ma è anche un dettaglio che può essere annullato con un po' di impegno. Ecco come!

1. Fate un bilancio della vostra storia, delle regole, delle abitudini e provate a cambiarle, partendo in maniera dolce e non forzata.

2. Trovate un nuovo tempo per la coppia: ovvero momenti solo per voi, in giorni insoliti. Rompete "la tradizione" e regalatevi più momenti in solitaria per dialogare e vivere in una dimensione solo vostra.


Peter Fonda

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Peter Fonda nel 2009

Peter Henry Fonda (New York, 23 febbraio 1940) è un attore e regista statunitense. Fa parte di una grande famiglia di attori; è figlio dell'attore Henry Fonda e fratello di Jane, nonché padre dell'attrice Bridget.

Ha ricevuto il Golden Globe per il miglior attore in un film drammatico e la nomination all'Oscar al miglior attore per il suo film L'oro di Ulisse. È stato inoltre nominato all'Oscar alla migliore sceneggiatura originale per il film Easy Rider, da lui prodotto. Nel 2007 ha interpretato la parte di Mephisto nel film Ghost Rider e nel settembre dello stesso anno ha messo all'asta i cimeli di Easy Rider, tra cui la bandiera USA che decorava la sua giacca ed il timex che indossava nel film.

Nel 1976 ha interpretato il film Futureworld - 2000 anni nel futuro, sequel del film Il mondo dei robot (1973) e nel 1988 è comparso nella miniserie televisiva di produzione italiana Gli indifferenti, diretta da Mauro Bolognini e tratta dal romanzo omonimo di Alberto Moravia.

Indice

  • 1 Biografia
  • 2 Filmografia parziale
    • 2.1 Cinema
      • 2.1.1 Attore
      • 2.1.2 Televisione
      • 2.1.3 Regista
      • 2.1.4 Soggetto, sceneggiatore e produttore
  • 3 Doppiatori italiani
  • 4 Note
  • 5 Altri progetti
  • 6 Collegamenti esterni

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Peter Fonda nasce a New York da Henry Fonda e Frances Ford Seymour. È di origine Inglese, Scozzese, Francese ed Italiana; la famiglia Fonda, da parte del bisnonno paterno, era emigrata da Genova nel 1500 nei Paesi Bassi, trasferendosi poi nel 1600 nelle colonie inglesi del Nord America in una cittadina attualmente chiamata Fonda, nell'attuale stato di New York. Ha inoltre origini italiane anche da parte di madre; uno dei suoi arcavoli, Giovanni Gualdo, era un nobile di Vicenza.[1][2] Il 14 aprile 1950 la madre Frances, all'età di 42 anni e nel giorno del proprio compleanno, si suicida tagliandosi la gola con un rasoio. La donna era da tempo affetta da problemi mentali e ricoverata al Craig House Sanitarium for Insane a Beacon, New York. Il giorno del suo undicesimo compleanno Peter ha un grave incidente con un'arma da fuoco: si spara accidentalmente nello stomaco rischiando la vita.

Studia recitazione ad Omaha, Nebraska e frequenta la University of Nebraska-Omaha e la Omaha Community Playhouse, il teatro che ha visto l'esordio di attori quali suo padre Henry e Marlon Brando, dove inizia a recitare nella commedia Harvey. In seguito torna a New York e diventa apprendista al Cecilwood Theatre. Un anno dopo debutta a Broadway in Blood, Sweat and Stanley Poole grazie al quale inizia ad ottenere una certa fama.

Si trasferisce ad Hollywood per entrare nel mondo del cinema e nel 1963 comincia la sua carriera interpretando un ruolo da co-protagonista in Tammy and the Doctor. L'intensità di Peter impressiona il regista Robert Rossen per il quale recita nel film Lilith. Rossen aveva previsto un attore ebreo nel ruolo di Stephen Evshevsky ma Fonda ottiene ugualmente la parte togliendo gli occhiali dalla faccia del regista e mettendoseli sulla sua in modo da sembrare più "ebreo".

Interpreta ruoli importanti anche ne I vincitori (1963) e in Giovani amanti (1964). Nella metà degli anni sessanta Peter Fonda non è un convenzionale protagonista di Hollywood. Come riferisce la rivista Playboy, Peter ha una "solida reputazione da rinunciatario". Diventa fortemente anticonformista e si fa crescere i capelli lunghi, alienandosi dall'establishment dell'industria cinematografica. Il lavoro desiderabile diviene scarso.

Attraverso la sua amicizia con i membri dei Byrds, Fonda conosce i Beatles e, nell'agosto 1965, fa loro visita nella casa in affitto del gruppo a Benedict Canyon, Los Angeles. Mentre lui e tutti gli occupanti della casa, tranne Paul McCartney, sono sotto l'effetto dell'LSD, Peter rievoca l'incidente che ebbe da bambino nel quale rischiò la vita e ripete ossessivamente la frase "I know what it's like to be dead" ("so cosa significa essere morto").

Queste parole infastidiscono John Lennon e compagni perché in netto contrasto con l'atmosfera della giornata di sole che stanno trascorrendo tra ragazze e LSD. Proprio quella frase viene perciò ripresa dai Beatles e inserita nella canzone She Said She Said contenuta nell'album Revolver del 1966.

In quel periodo Peter Fonda comincia ad essere associato sempre più con la controcultura degli anni sessanta. Il 12 novembre 1966 viene arrestato durante uno scontro tra manifestanti e polizia sulla Sunset Strip nato da una protesta contro la chiusura del Pandora's Box, un famoso club hippy.

È rilasciato senza accuse dopo che dichiara di trovarsi lì solo per filmare il tutto. Sui disordini di quel giorno i Buffalo Springfield scrivono la loro celebre canzone For What It's Worth. Il primo ruolo ancorato alla controcultura interpretato da Fonda è quello di Heavenly Blues, il protagonista del film I selvaggi (1966).

La pellicola viene citata numerose volte, tramite immagini, personaggi o campioni audio tratti direttamente dall'opera cinematografica inseriti nei brani, da diversi gruppi musicali come Primal Scream, Mudhoney, The Magnetic Fields e altri.

Nel 1967 scrive ed interpreta Easy Rider, il tutto insieme a Dennis Hopper. Il film uscirà solo nel 1969, dopo una lunga e problematica fase di montaggio.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

  • I vincitori (The Victors), regia di Carl Foreman (1963)
  • Lilith - La dea dell'amore (Lilith), regia di Robert Rossen (1964)
  • I selvaggi (The Wild Angels), regia di Roger Corman (1966)
  • Tre passi nel delirio (Histoires extraordinaires), regia di Roger Vadim (1968), episodio Metzengerstein
  • Il serpente di fuoco (The Trip) (1967)
  • Easy Rider, regia di Dennis Hopper (1969)
  • Fuga da Hollywood (The Last Movie), regia di Dennis Hopper (1971)
  • Il ritorno di Harry Collings (The Hired Hand), regia di Peter Fonda (1971)
  • Zozza Mary, pazzo Gary (Dirty Mary, Crazy Larry), regia di John Hough (1974)
  • In corsa con il diavolo (Race with the Devil), regia di Jack Starrett (1975)
  • Killer Comando (Killer Force), regia di Val Guest (1976)
  • Futureworld - 2000 anni nel futuro (Futureworld), regia di Richard T. Heffron (1976)
  • Truck Drivers (High Ballin'), regia di Peter Carter (1977)
  • Wanda Nevada, regia di Peter Fonda (1979)
  • La corsa più pazza d'America (The Cannonball Run), regia di Hal Needham (1981)
  • Hawken's Breed regia di Charles B. Pierce (1987)
  • The Rose Garden (The Rosegarden/Der Rosengarten), regia di Fons Rademakers (1989)
  • Nàdja, regia di Michael Almereyda (1994)
  • Fuga da Los Angeles (Escape from L.A.), regia di John Carpenter (1996)
  • Non guardare indietro (Don't Look Back), regia di Geoff Murphy (1996)
  • L'oro di Ulisse (Ulee's Gold), regia di Victor Nuñez (1997)
  • L'inglese (The Limey), regia di Steven Soderbergh (1999)
  • Wooly Boys, regia di Leszek Burzynski (2001)
  • Ocean's Twelve, regia di Steven Soderbergh (2004)
  • Ingannevole è il cuore più di ogni cosa (The Heart Is Deceitful Above All Things), regia di Asia Argento (2004)
  • Supernova, regia di John Harrison (2005)
  • Svalvolati on the road (Wild Hogs), regia di Walt Becker (2007)
  • Quel treno per Yuma (3:10 to Yuma), regia di James Mangold (2007)
  • Ghost Rider, regia di Mark Steven Johnson (2007)
  • Japan (2008)
  • The Boondock Saints 2 - Il giorno di Ognissanti (The Boondock Saints II: All Saints Day), regia di Troy Duffy (2009)
  • Il mio amico Smitty (Smitty), regia di David M. Evans (2012)
  • Copperhead, regia di Ronald F. Maxwell (2013)
  • La donna più odiata d'America (The Most Hated Woman in America), regia di Tommy O'Haver (2017)

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • La parola alla difesa (The Defenders) (1963) - Serie TV
  • Gli indifferenti (1988) - Miniserie TV
  • Sound - regia di Biagio Proietti (Miniserie TV in 2 parti, 1989)
  • L'ispettore Tibbs (In the heat of the night) (2 episodi, 1994) - Serie TV
  • The Laramie Project, regia di Moisés Kaufman (2002)
  • E.R. - Medici in prima linea (1 episodio, 2007) - Serie TV
  • CSI NY (2 episodi, 2011) - Serie TV

Regista[modifica | modifica wikitesto]

  • Il ritorno di Harry Collings (The Hired Hand) (film 1971)
  • Wanda Nevada (film 1979)

Soggetto, sceneggiatore e produttore[modifica | modifica wikitesto]

  • Easy Rider, regia di Dennis Hopper (1969)

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Fonda è stato doppiato da:

  • Sergio Di Stefano in Love & una 45, L'ultimo inganno, The Passion of Ayn Rand
  • Dario Penne in La corsa più pazza d'America, La donna più odiata d'America
  • Luigi La Monica in Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, Ghost Rider
  • Ferruccio Amendola in Gli indifferenti
  • Omero Antonutti in Quel treno per Yuma
  • Pierangelo Civera in Easy Rider - Libertà e paura
  • Massimo Lodolo in L'ispettore Tibbs
  • Stefano De Sando in Svalvolati on the road
  • Enrico Di Troia in Ocean's Twelve
  • Adalberto Maria Merli in L'inglese
  • Edoardo Siravo in Fuga da Los Angeles
  • Massimo Turci in Il sole nella stanza
  • Sandro Iovino in CSI NY

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Ruth L. Woodward e Wesley Frank Craven, Princetonians, 1784-1790: A Biographical Dictionary, Princeton University Press, 14 luglio 2014, ISBN 9781400861262. URL consultato il 09 dicembre 2015.
  2. ^ Family Tree for Frances Ford Seymour, su www.wikitree.com. URL consultato il 09 dicembre 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Collabora a Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Peter Fonda

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Peter Fonda, su Internet Movie Database, IMDb.com. Modifica su Wikidata
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