Negli ultimi decenni, gli autori argentini hanno regalato pagine memorabili alla letteratura mondiale. Tra questi, merita una menzione speciale e un posto d’onore Ricardo Piglia, peraltro scomparso di recente.

Il suo quinto e ultimo romanzo, “Solo per Ida Brown” (titolo originale: El camino de Ida), è un piccolo capolavoro, un raro esempio di giallo/noir colto e sofisticato che non sconfina mai in uno sterile sociologismo didascalico o in un eccessivo sfoggio di erudizione. Al di là del mistero da risolvere e della catena di omicidi da decifrare, tutto il libro è caratterizzato da un brillante gioco intellettuale fatto di rimandi e intertestualità, citazioni letterarie e analisi psicologiche alla maniera di “Delitto e castigo”.

Infatti, oltre i costanti riferimenti alla produzione conradiana che è un po’ il leitmotiv della storia, l’opera è soprattutto un viaggio nei meandri della mente umana che subisce il fascino perverso della violenza, si abbandona al nichilismo estremo, forma disperata di reazione al potere, e non si fa scrupolo di sacrificare persone innocenti.

Naturalmente, Piglia, da buon argentino che non può dimenticare il dramma recente vissuto dal suo Paese, applica il suo spirito critico e il suo eccezionale rigore intellettuale anche e soprattutto all’analisi politica del Paese che lo ha ospitato: l’America delle distorsioni e delle contraddizioni che combatte senza tregua un nemico interno, ma senza neppure accorgersi del più subdolo e invisibile terrorismo interno, generato da ingiustizie e disillusioni.

Proprio il mondo accademico di cui Piglia ha fatto parte diventa luogo di rancori e desideri di vendetta. Sull’intero racconto, aleggia il senso della sconfitta, il fantasma di talenti bruciati e delle ambizioni frustrate. In una condizione di tale sofferenza, la natura umana diventa istinto primordiale e si tramuta in un impulso selvaggio, feroce, incontrollabile che non esita ad armare la mano del “cane di paglia” della situazione.

E Ida Brown, più di altri, è il personaggio che si muove con pericolosa disinvoltura sul  sottile precipizio che divide bene e male, lasciando al lettore il beneficio del dubbio sulla sua condotta ma anche un profondo senso di inquietudine. Insomma, incarna la perfetta metafora della difficile congiuntura che stiamo vivendo, descritta senza mai cadere nell’insidiosa retorica del manierismo o con velleità moralistiche.

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